I primi tempi furono un vero esperimento di anarchia creativa: ragazzi che ci venivano a trovare con i dischi e si ritrovavano a condurre una trasmissione, dirette non stop notturne a base di musica rock e telefonate in diretta di personaggi “alternativi”, via vai incessante e continuo nella sede di via Fratti e soprattutto un seguito crescente tra i ragazzi della Versilia che si riconoscevano in quel gruppo di scapestrati che amavano diffondere musica e cultura alternativa in radio in una sorta di esperimento di autogestione con gli ascoltatori. Certo, piano piano ci stavamo dando una struttura, ma il fatto che fosse basato tutto sul volontariato certamente complicava le cose. Il seguito tra i ragazzi si manifestava durante le feste organizzate dalla Radio. Memorabile una serata alla Capannina del Marco Polo, strapiena per l’occasione, per un festival alternativo di musica rock locale dove in pieno “trip” London Punk, esplosero dei lanci di ortaggi tra il pubblico ed il gruppo rock dei Saldators (!) con una gazzarra degna di Leicester Square e non del Marco Polo di Viareggio.
Eravamo un gruppo di amici, ma aperto ad altri, memorabili le cene sociali al Purgatorio con decine e decine di partecipanti, le sfide a calcio Babilonia vs. Resto del Mondo, le gite a questo o quel concerto o ai vari festival rock in giro per l’Europa, la caccia al tesoro estiva. Le trasmissioni radio avevano un grande seguito ed una precisa personalità. Oltre agli inevitabili programmi cialtroni, la sera soprattutto era la vera Radio Babilonia: dischi rari, dissertazioni sulla cultura alternativa contemporanea, letteratura, trasmissione di concerti da noi registrati ecc. Giancarlo Trombetti ed il suo gruppo hanno contribuito all’educazione musicale di una generazione di giovani locali. Per lo sport c’era Loris Marchi, grandi le dirette dell’hockey, i D.J. classici tutti novità e voci impostate erano Pacini, Garuglieri e Giunta, Alessandro Arrighini era tutto musica country e rock americano (ha avuto il grandissimo merito di farmi conoscere ed amare Springsteen) e non sto a citare i molti che si sono avvicendati nei programmi mattutini con altalenanti dosi di professionalità.
E’ una frase fatta, ma di quel periodo potrei scriverne un libro. Gli anni successivi al 1981 hanno visto lentamente entrare nuove persone ed entusiasmi a rimpiazzare i vecchi fondatori che, richiamati dallo studio o dal lavoro hanno dovuto lasciare quel meraviglioso periodo di volontariato alla radio. Abbiamo sempre seguito le vicende successive della radio ed abbiamo gioito a vederne il sempre crescente successo commerciale negli anni. Ci è sempre piaciuto pensare comunque che nel DNA di Radio Babilonia siano sempre rimasti impressi, negli anni a venire, quei primi 3 anni fenomenali.
Anche se non mi piace parlare o rivivere i cosiddetti giorni di gloria, quando noi fondatori ci incontriamo, purtroppo molto raramente, non possiamo fare a meno di ricordare o accennare qualcosa di quei tempi con una intesa ed una complicità che si riaccende anche dopo 25 anni: forse non eravamo la meglio gioventù impegnata in grandi cause ideali, ma è stato bellissimo lo stesso. Ancora oggi quando sento un brano dei Led Zeppelin passato per caso alla radio, non posso fare a meno di dire a mio figlio - senti, questa è la musica che passava tù pà alla radio. E quando per caso in tutti questi anni mi è capitato di conoscere qualcuno che mi veniva a dire che ci ascoltava e che riempivamo le sue serate con la nostra musica e le nostre goliardate, ecco che provo una intima soddisfazione mischiata perché no, ad una piccola commozione.
Franco Marlia
