venerdì, 28 dicembre 2007

La Zoria

La Zoria, con una erre sola, è stata per anni (e continua ad esserlo dopo la sua scomparsa) un vero e proprio personaggio di Viareggio. Donna coltissima, arrivò in città (non so quando, ne per cosa) e si stabilì in una casa di via Fratti, a pochi metri da quella che era ancora la Piazza Grande. Ma non era questo ciò che voleva e, infatti, dopo poco tempo decise di lasciar tutto ed andare a vivere in strada, dove molti di noi l'hanno conosciuta. Tra cartoni, quadri, occhiate insostenibili ed una voce che nessuna gabbia o parete avrebbe potuto mai imprigionare. Una figura che, forse, non abbbiamo del tutto compreso, ma che ricordiamo sempre con piacere. Anche per questo ringrazio di Cuore la Maestra Antonella (la nostra Ondona) che proprio sulla Zoria ha scritto una poesia.

Zoria
Sola, al centro città.
Seduta e a volte assai scontrosa
vede il mondo girar dalla sua posa.
Libera respira l'aria di mare,
libera ragiona di quel che sa apprezzare.
La città tutta è per lei abitazione,
e la vive senza esitazione.
La sua arte si mostra
sulle più svariate carte.
Se di lei hai per paste un vassoio
con il suo stile
disegnato e firmato
puoi sentirti fortunato.

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mercoledì, 28 novembre 2007

La vita allo specchio

specchioPizzeria Rizieri davanti al comune. Ieri sera, poco dopo le venti. Stranamente non c'è tantissima gente. A distanza di mesi, forse anni, entro ed ordino una fetta di cecina, una di pizza ed un bicchiere di spuma bionda e mi siedo al tavolo alla destra di chi entra. Mangio con gusto, mi ungo le dita, spolvero la cecina con il pepe ed alzo gli occhi.... vedo, allora, lo specchio ovale con cornice in legno. La mia attenzione è attratta dagli adesivi che vi sono appicciati. In alto spicca quello di Retemia (i tempi di Mendella...). Più in basso, tra gli altri, quello circolare di E.V: Extraviareggino, la bellissima canzonetta del Casani a cui ebbi la fortuna di partecipare. Ci sono poi due adesivi del Carnevale, uno dei quali edizione 1980. Emozionante, invece, quello realizzato per sostenere la sottoscrizione per la realizzazione della nuova sede della Croce Verde (l'attuale struttura di corso Garibaldi). Ma quello che maggiormente mi colpisce è un adesivo tondo con un foro al centro. Usava quando nelle nostre case c'erano ancora i telefoni con la ghiera. Quando (lo dico per chì magari non l'ha mai utilizzato per la giovane età) si infilava il ditino indice nel buco di un numero e si girava. Operazione che ripetevamo cinque volte prima di sentire squillare un apparecchio dall'altra parte del filo. Lo stampavano e lo distribuivano le associazioni di volontariato con il proprio numero e lo si posizionava attorno alla vite che bloccava la ghiera. Questo, di cui sto parlando, curiosamente è della Misericordia di Marina di Pietrasanta. Mi alzo per restituire i bicchieri e per pagare. Adesso quella che vedo è la mia faccia, mi giro verso destra e penso alla Piazza Grande, ai miei amici, alle partite di pallone che non finivano mai, alle baldorie, ai sogni ed alle speranze di una vita che lo specchio di Rizzieri ha, in qualche modo, catturato anche per me.

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sabato, 18 agosto 2007

Picciù

venditore di aquiloniEsattamente alle 14.29 di oggi ho ricevuto un sms anonimo contenente il seguente testo: Siamo invasi da mostri. Dove sono finiti gli aquiloni di Picciù...? Lo pubblico affinchè ognuno di voi possa farlo proprio per far volare pensieri e riflessioni. In me ha scatenato tutta una serie di considerazioni. L'ho letto al mare, poco prima di notare il passaggio di un ragazzo asiatico che vendeva aquiloni a forma di pipistrello. Ho capito, allora, che gli aquiloni ci sono ancora, non c'è più Picciù e non ci sono tante altre cose. E proposito di Picciù; domani sera al Balena2000 (ore 21.30 ingresso libero) incontro con due giornalisti - scrittori: Gianfranco Micali autore di “Io ho ucciso Masaccio” e Cesare Calamandrei autore di “Coriandoli tra Viareggio e il Forte”. Un libro, quest'ultimo, appena uscito, che contiene tanti e piacevolissimi racconti legati a mode, esperienze, situazioni, realtà e personaggi della Versilia anni '60. A pagina 141 Picciù e gli aquiloni. Riporto alcuni passaggi...

Non ho mai saputo il nome e il cognome. Per me era solo Picciù, buffa figura che con una strana voce, il passo altalenante e diverso, i calzoni rimboccati sulle gambe magre, secche, passava sulla battima, quando ero ragazzino, tirandosi dietro, in alto, la colorata cometa di un aquilone. E quelli che teneva sottobraccio sembrava gli facessero insieme da coda e da strascico, con i loro nastri e catene di carta blu, gialla e rossa. (...) Erano poveri aquiloni, quelli che faceva Picciù. Li faceva la sera con quella carta che s'adoprava anche per rivestire i libri di scuola, con listelli di canne tagliate sui fossi della Migliarina, del Varignano. Carta da poco messa insieme con colla da poco e due sottili aliti di padule incrociati e una matassina di spaghetto fine. (...) Con la secona metà di settembre spariva. E con lui un pezzo di vita, di storia piccina. Sparivano la sua immagine cavalcante la battima, sparivano le manine e gli strilli dei bambini, il brontolio dei genitori, i triangoli e le losanghe rossi, azzurri, gialli lassù nel cielo, confusi, tremanti nel vento, nella caligine, nelle lame del miraggio danzante. Spariva con l'autunno, Picciù figura di cuoio, come se le sue rondini colorate, ogni autunno volassero a sud. Anno dopo anno.

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sabato, 27 gennaio 2007

Il Summerfestival

zuccherostefanoMi ha fatto un grandissimo piacere leggere, nei giorni scorsi, le anticipazioni che grandi quotidiani italiani hanno dedicato alla decima edizione del Summerfestival, in programma la prossima estate a Lucca. Una manifestazione tra le più importanti in Italia che nel 2006 ha raggiunto il ragguardevole record dei 70.000 biglietti venduti. Un successo crescente e meritato che da sempre seguo con gioia ed un pizzico di orgoglio personale. La manifestazione, infatti, nacque e si sviluppò in Versilia, ideata ed organizzata da Mimmo D'Alessandro, con il quale ho avuto la fortuna di lavorare in quegli anni. Appuntamento che poi, ma questa purtroppo non è una novità, fu costretto ad emigrare per la nostra cronica incapacità di mantenere, coinvolgere e valorizzare idee, progetti, esperienze e personaggi. Per questo resta un forte rammarico che si fonde con ricordi esaltanti ed indimenticabili come, e ne cito soltanto due, il concerto di Miles Davis o l'accoppiata Joe Cocker & Zucchero (nella foto assieme al sottoscritto ed al mio amico Antonio). E proprio Zucchero dovrebbe essere una delle grandi stelle in cartellone a luglio (Steve Wonder, Red Hot Chili Peppers, Prince, Alicia Keys, Beyoncè, Muse, Benigni, Fiorello). Un concerto che certamente non mi perderò per ricordare momenti incredibili e per ascoltare, tra le altre, una canzone come questa...

Hai scelto me. Oh no. Quando capita.
Ho scelto te non lo so, quando capita.
So che mi sento diverso, quasi disperso
hai scelto me e adesso che... e ...
Ho scelto te, amore mio se ti capita
fa che sia tutto diverso. Fa che sia tutto diverso.
C'è un uomo perso, sul treno che precipita...
che un cielo terso, accendi il blu se tu...
Hai scelto me, passa di qui, se ti capita.

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Nome: Stefano Pasquinucci
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